
Mike Oldfield, il celebre polistrumentista britannico autore di «Tubular Bells», non ha avuto mai un rapporto idilliaco con l’Italia. Non che il rapporto dei fan italiani con lui sia stato più semplice: per vederlo o rivederlo suonare dal vivo, in molti hanno dovuto pazientare anche quindici anni. E oggi ne sono già passati altri ventuno di assordante silenzio. Dal debutto al Vigorelli di Milano nel 1981 fino all’esibizione al Castello di Udine nel 1999, sua ultima data italiana, Oldfield ha tenuto solo dieci concerti nel nostro paese. In questo libro, sotto forma di racconti, sono raccolte le testimonianze di chi c’era ai quei concerti: le loro storie, le loro emozioni, le esperienze vissute intorno ai palchi. Non delle semplici recensioni, insomma. Per quelle il volume presenta per la prima volta una nutrita rassegna stampa ad hoc – quasi metà libro – che dà conto delle cronache dell’epoca rintracciate in archivi ed emeroteche di mezza Italia. Ai testimoni è invece affidato un compito più sottile: narrare i ricordi legati a quelle lontane serate e condividere con il lettore il racconto di come gli spettacoli dal vivo di Mike Oldfield abbiano attraversato le loro esistenze, lasciando sempre un segno profondo e indelebile. Il volume, di 350 pagine, è arricchito da oltre 70 immagini tra fotografie e illustrazioni.